Masseria Li Veli

Nel 1999 la famiglia Falvo, con oltre 40 anni di esperienza nel settore del vino, acquista e rifonda Masseria Li Veli con la volontà di dare vita ad un progetto di grande qualità in Puglia, regione dalle antichissime tradizioni vitivinicole.

La masseria sorge su un antichissimo sito messapico dominante la piana fertile e solare del Salento. Il suo antico proprietario, il marchese Antonio de Viti de Marco (1858-1943), economista leccese di fama internazionale, professore universitario e Deputato del Regno d'Italia, di Li Veli fece un'azienda vitivinicola presa a modello in tutto il Meridione. Oggi la masseria, impeccabilmente restaurata, è costituita da 33.000 mq di superficie di cui 3.750 mq comprendono uffici, zona ricettiva, locali di vinificazione, di invecchiamento e stoccaggio.

In azienda la vita dei vini di Masseria Li Veli si svolge tutta nella grande cantina costruita con il carparo, pietra chiara, affine alla pietra leccese, che quasi abbaglia per la sua luminosità. Superato l’ingresso si accede alla cantina di barriques, protetta da una grande vetrata e situata a livello del suolo sotto le volte a stella: un impianto di condizionamento regolato sui 16° C ne garantisce una temperatura ottimale.

La capacità totale della cantina è di circa 10.000 ettolitri, suddivisi tra i vinificatori di acciaio e le circa 400 barriques di rovere francese. In quella che era l’antica tinaia hanno trovato posto i moderni vinificatori, otto orizzontali a cappello sommerso da 125 ettolitri e dieci verticali da 130 ettolitri, che permettono rimontaggi con délestage frazionato e programmabile, aerazione del mosto a cicli modulabili, gestione totale programmata e tracciabilità della vinificazione.

Tutti gli impianti, di ultima generazione, sono dotati di controllo termico, di sistemi di micro e macro ossigenazione e di gestione e controllo computerizzato delle varie fasi lavorative. L'elevata flessibilità di queste macchine consente inoltre di adattare e di programmare il ciclo di lavorazione per qualunque specifica esigenza enologica delle varie uve. Si trovano nello stesso complesso, opportunamente separati, il reparto di imbottigliamento e quello di affinamento del vino in bottiglia.

Masseria Li Veli nacque come cantina ai primi del Novecento, sulle rovine di una costruzione di età tardo medievale di cui sono rimaste oggi solo alcune tracce inglobate nell’attuale struttura. Siamo alle porte di Cellino San Marco, a metà strada tra Brindisi e Lecce, un territorio dalla lunga, affascinante storia che ha avuto inizio almeno duemilacinquecento anni fa. I Messapi furono un’antica popolazione italica che prese il nome da “Messapia”, il nome dato dagli storici greci a questa “terra tra due mari”, lo Ionio e l’Adriatico, che comprende le provincie a sud della Puglia: Lecce, Brindisi e parte di Taranto. Le prime attestazioni della civiltà messapica risalgono all'VIII secolo a.C. Dopo il 272 a.C. rientrarono nel territorio di Roma, pur mantenendo in parte caratteristiche proprie. Di quella antica civiltà sono rimaste oggi varie tracce, come resti di cinta murarie, lapidi, tombe, terrecotte, manufatti in oro e argento.

Sono un fenomeno legato al periodo della conquista dei Normanni: rappresentano un vero e proprio centro integrato per la produzione agricola, che lega gli uomini al lavoro della terra, in una struttura economica di produzione tipica delle campagne meridionali e destinata a durare fin oltre la metà del XIX secolo. Nel corso della storia del Sud, la masseria sarà il luogo, lo spazio che tiene insieme, custodisce e difende le proprietà e gli uomini, per diventare poi residenza di campagna, che il proprietario utilizza nelle scadenze del calendario agrario per seguire i lavori aziendali, o anche masseria-villa signorile dove ritirarsi dalla città durante il periodo estivo più caldo.

Condividi