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Un Sogno tra due Mari

I VELI È ABITATA DA SEMPRE.
Situata in Salento, terra di mezzo tra Occidente ed Oriente, DA MILLENNI È UN LUOGO DI INCONTRO tra i popoli.

In Masseria senti questa antica presenza.
Nel bosco vicino alla Masseria sono visibili i segni lasciati dai primi abitanti: grotte un tempo abitate e pietre scolpite che appartengono al periodo Eneolitico, databili tra il 2500 e il 2300 a.C.

Origini

Nel corso del I millennio a.C. l’area fu occupata dai Messapi, popolazione italica proveniente dall’Illiria, conosciuta come “gente tra i due mari” per la loro collocazione fra Mar Adriatico e lonio. Abili agricoltori, allevatori (soprattutto di cavalli) e commercianti, i Messapi svilupparono una cultura autonoma con lingua, artigianato e architettura proprie. Le loro tracce sono ancora visibili nel territorio: tombe, ceramiche e resti murari ne attestano la presenza stabile.

Con l’arrivo dei Greci e in seguito dei Romani, il territorio conobbe un ulteriore sviluppo.
Tra i ritrovamenti più significativi figura una stele funeraria rinvenuta nel 1869 e risalente al
III secolo a.C. circa.

Dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.), il Salento divenne una terra di confine tra Longobardi e Bizantini, due potenze in conflitto che trasformarono la zona in un territorio di transizione e di scontri. Di conseguenza, le testimonianze archeologiche di questo periodo sono scarse, ma una traccia importante è sopravvissuta: la cosiddetta strada del “Limite dei Greci” che nel VIl secolo segnava il confine simbolico tra i due domìni.
Ancora oggi, questo antico tracciato corre lungo i vigneti di Masseria Li Veli, mantenendo viva la memoria di quel periodo instabile.

Storia

Un sogno tra due Mari

Alla fine del XIX secolo, il Marchese Antonio de Viti de Marco, illustre economista salentino di fama internazionale e Deputato del Regno d’Italia, individuò in questo luogo una straordinaria opportunità di sviluppo e innovazione. In una terra dalla storia millenaria, abitata e coltivata fin dall’antichità, diede forma a un progetto destinato a lasciare un segno profondo nel panorama agricolo del Mezzogiorno.

Con visione imprenditoriale, rigore scientifico e una rara capacità di interpretare il potenziale del territorio, il Marchese trasformò Masseria Li Veli in un centro d’eccellenza produttiva e culturale. Fu proprio qui che il grande economista leccese decise di creare quello che divenne il faro ed il modello esemplare dello sviluppo vitivinicolo di tutta la Puglia.

Per molti anni, Masseria Li Veli rappresentò un riferimento autorevole per la viticoltura regionale, incarnando un’idea moderna di progresso fondata sulla qualità, sulla ricerca e sulla valorizzazione delle risorse locali. Con il trascorrere del tempo e il mutare delle stagioni storiche ed economiche, quella stagione pionieristica si affievolì gradualmente, e la forza propulsiva dell’originario disegno del Marchese si disperse lentamente, lasciando però intatto il valore di un’eredità destinata a essere ricordata.

Proprietà

Una storia di famiglia, una vocazione per il vino

Nel 1999, a circa un secolo dalla fondazione di Masseria Li Veli, un gruppo di investitori, guidati dalla storica azienda vinicola toscana Avignonesi, protagonista sin dai primi anni ’80 della grande valorizzazione del Vino Nobile di Montepulciano e del Vin Santo, acquistano e rifondano Masseria Li Veli con la volontà di dare vita ad un nuovo progetto di grande qualità in Puglia, regione dalle antiche e nobili tradizioni vitivinicole e dalle grandi potenzialità nelle produzioni di eccellenza. Il progetto procede a fasi alterne e rimane per alcuni anni in uno stato di limbo, fino al 2008, quando l’azienda viene interamente acquistata dai fratelli Edoardo e Alfredo Falvo, i quali danno vita ad un nuovo ambizioso progetto di ristrutturazione aziendale e riposizionamento del brand. In pochi anni vigneti di proprietà, bottiglie prodotte e mercati aumentano in maniera considerevole fino a far diventare Masseria Li Veli una delle principali aziende pugliesi in termini di qualità dei prodotti e di notorietà del marchio.
I fratelli Edoardo e Alfredo ancora oggi dirigono personalmente le attività dell’azienda, con la collaborazione del cugino Alessandro che è entrato a far parte della compagine aziendale nel 2018.

Filosofia

La continuità di una visione

Da oltre un secolo, Li Veli cresce attorno agli stessi principi che ne guidano ogni scelta: il valore del lavoro, la forza dei legami familiari, il rispetto per ciò che è autentico e la consapevolezza di appartenere a una storia che continua. La cantina è il risultato di una visione condivisa che attraversa il tempo, un patrimonio di esperienza, conoscenze e responsabilità che si rinnova ogni giorno nella cura dei vigneti e nella qualità dei vini.
Un’identità costruita nel tempo, che trova nella continuità e nella ricerca la propria naturale evoluzione.

Cantina

Architettura al servizio del vino

Masseria Li Veli è una storica costruzione in carparo, la pietra calcarea locale dal colore chiaro, tipica dell’architettura salentina. La grande barriccaia, posta a livello del suolo, è caratterizzata dalle tradizionali volte a stella, elemento che richiama le origini antiche della struttura. Un’ampia vetrata la separa dagli spazi circostanti, mentre all’interno botti, barriques e anfore in terracotta sono conservate in un ambiente a temperatura e umidità controllate, mantenute costanti grazie ad un impianto dedicato. A supporto di questi sistemi, la cantina dispone di un impianto fotovoltaico da oltre 200 kW che contribuisce in modo significativo al fabbisogno energetico aziendale, fornendo energia rinnovabile per il mantenimento delle condizioni ottimali di conservazione e affinamento.

La capacità totale della cantina è di circa 10.000 hl.

La storica tinaia invece, ospita i vinificatori e i silos di stoccaggio: qui le moderne tecnologie consentono di gestire con precisione ogni fase della fermentazione e della lavorazione delle uve, adattando gli interventi alle caratteristiche di ogni vendemmia e di ciascun vitigno. Nel complesso trovano spazio anche i reparti di imbottigliamento e di affinamento in bottiglia, organizzati in aree distinte per garantire la corretta prosecuzione di ogni fase del processo produttivo.