Alla fine del XIX secolo, il Marchese Antonio de Viti de Marco, illustre economista salentino di fama internazionale e Deputato del Regno d’Italia, individuò in questo luogo una straordinaria opportunità di sviluppo e innovazione. In una terra dalla storia millenaria, abitata e coltivata fin dall’antichità, diede forma a un progetto destinato a lasciare un segno profondo nel panorama agricolo del Mezzogiorno.
Con visione imprenditoriale, rigore scientifico e una rara capacità di interpretare il potenziale del territorio, il Marchese trasformò Masseria Li Veli in un centro d’eccellenza produttiva e culturale. Fu proprio qui che il grande economista leccese decise di creare quello che divenne il faro ed il modello esemplare dello sviluppo vitivinicolo di tutta la Puglia.
Per molti anni, Masseria Li Veli rappresentò un riferimento autorevole per la viticoltura regionale, incarnando un’idea moderna di progresso fondata sulla qualità, sulla ricerca e sulla valorizzazione delle risorse locali. Con il trascorrere del tempo e il mutare delle stagioni storiche ed economiche, quella stagione pionieristica si affievolì gradualmente, e la forza propulsiva dell’originario disegno del Marchese si disperse lentamente, lasciando però intatto il valore di un’eredità destinata a essere ricordata.