La masseria

I vini

Contatti

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APPROFONDIMENTI

- L'idea e la volontà innovatrice

- Messapia, terra fra due mari

- Orizzonte d'Oriente e d'Occidente

- Mura a difesa, mura a custodia

- Viaggio verso Sud

- Una vigna fra due mari

- L'intuizione si fa vocazione

- Un tradimento fedele

     
     

Antico insediamento agricolo nel Salento

 
     

VIAGGIO VERSO SUD

Alla fine dell'Illuminismo il Salento viene consacrato come la più importante regione vitivinicola europea, anche se il grande sviluppo arriverà nei primi decenni del secolo successivo.

Nelle terre liberate dai vincoli feudali si torna ad impiantare i vitigni tradizionali: Negramaro, Primitivo, Nero di Troia. L'arrivo in Francia del flagello della fillossera, l'insetto che distrugge le radici delle viti, porterà ad una rapida impennata delle esportazioni dei vini pugliesi, in particolare di quelli salentini. Per far fronte a questa crescente domanda, furono piantate vigne nel Tavoliere leccese, sui due litorali e nella parte più meridionale della penisola. Le richieste di vini intensamente colorati, ricchi d'estratti e di alcol, porta a coltivare solo varietà con caratteristiche adatte al taglio, principalmente Negramaro e Primitivo.

I vini salentini andarono a dare colore, corpo e gradi ai vini francesi; non è strano che in un convegno del 1884, dedicato alla crisi vitivinicola dovuta alla filossera, l'enologo Nicola Fione affermasse che i vini pugliesi, se nel primo anno di età non presentano alcun profumo speciale, cosa che li rende adatti al taglio, nel secondo, e maggiormente nel terzo e quarto anno, acquistano un profumo identico al vino di Bordeaux.