La masseria

I vini

Contatti

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APPROFONDIMENTI

- L'idea e la volontà innovatrice

- Messapia, terra fra due mari

- Orizzonte d'Oriente e d'Occidente

- Mura a difesa, mura a custodia

- Viaggio verso Sud

- Una vigna fra due mari

- L'intuizione si fa vocazione

- Un tradimento fedele

     
         
     

ORIZZONTE D'ORIENTE E D'OCCIDENTE

Con la colonizzazione romana si costituirono grandi latifondi a conduzione schiavistica; un modello di agricoltura estensiva contrapposta a quella precedente, condotta da piccoli proprietari, dove la vite era la coltivazione tradizionale della colonizzazione greca e messapica. Ciò nonostante, una volta insediati, i Romani trovarono una viticoltura evoluta e vini di buona qualità.

Per il poeta Orazio (I secolo a.C.), nel tarantino, lunghe primavere e autunni miti davano vigne feconde di vini generosi, tanto che a suo giudizio il merum tarentinum poteva reggere il confronto con il più rinomato Falerno.

Caduto l'Impero, il Salento torna ad essere terra di scontro e insieme d'incontro fra l'Occidente e l'Oriente bizantino. Come in altri luoghi della penisola, sono le comunità monastiche a mantenere viva la coltura della vite. Con l'arrivo dei Normanni e degli Svevi, si accentua la vocazione naturale della Puglia allo scambio e alla fusione fra civiltà diverse. Saranno i monaci basiliani di rito bizantino a continuare la tradizione, e nei loro eremi, a Gallipoli come ad Ostuni, a lavorare vini bianchi e rossi che, con la mediazione di commercianti libanesi e siriani, raggiungeranno i mercati orientali attraverso i porti di Taranto, Brindisi e Otranto.

 

Torre di avvistamento nel
Parco Naturale di Santa Caterina