La masseria

I vini

Contatti

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APPROFONDIMENTI

- L'idea e la volontà innovatrice

- Messapia, terra fra due mari

- Orizzonte d'Oriente e d'Occidente

- Mura a difesa, mura a custodia

- Viaggio verso Sud

- Una vigna fra due mari

- L'intuizione si fa vocazione

- Un tradimento fedele

     
     

Masseria Li Veli

 
     

L'IDEA E LA VOLONTA' INNOVATRICE

Nel 1999 la famiglia Falvo acquisisce la Masseria Li Veli presso Cellino San Marco, al limite meridionale della provincia di Brindisi, tra le Murge tarantine e il Tavoliere leccese: un luogo di grande fascino.

Questa terra, dove un tempo correva il "Limite dei Greci" - la strada fortificata che divideva i possedimenti bizantini da quelli longobardi -, era stata a lungo proprietà del marchese Antonio de Viti de Marco, integerrimo aristocratico leccese, ricordato come uno dei protagonisti del pensiero economico italiano del primo Novecento.

Meridionalista, radicale, docente dal 1883 al 1931 di Economia Politica e Scienze delle Finanze a Roma, fu deputato per molte legislature fra il 1901 e il 1931. Imprenditore agrario illuminato, de Viti de Marco vide le potenzialità del luogo e mise mano a trasformare l'azienda in una moderna impresa specializzata in vitivinicoltura.

Organizzò razionalmente le sue vigne all'interno di quadri-lateri  custoditi,  lungo  l'intero perimetro,  da ordinati filari di

 

Antonio de Viti de Marco

olivi. I suoi "pezzi" (appezzamenti) disegnano ancora oggi dei crus, avvicinandosi al modello di clos, la vigna chiusa francese, con innegabili benefici, considerato il clima caldo ed asciutto, per l'attività vegetativa della vite. L'allevamento scelto fu il tradizionale alberello pugliese con potatura bassa a due sole teste per pianta, ognuna con due gemme.

Fu l'idea e la volontà innovativa che animava l'impresa di de Viti de Marco a convincere la famiglia Falvo a proseguire nell'opera avviata quasi un secolo prima dall'illustre economista, in continuità con la memoria storica del luogo e dell'uomo.